I mercati crypto si preparano alla decisione sui tassi della Federal Reserve (Fed) del 16 settembre, proprio a un giorno dal fallimento dell’iter del CLARITY Act al Senato.
XRP ha registrato un calo di quasi il 10% verso $1,30, Bitcoin è sceso sotto $76.000 e in pochi minuti sono state liquidate posizioni con leva per oltre $300 milioni.
Perché il voto sul CLARITY Act è fallito
Il Senato degli Stati Uniti non è riuscito ad approvare il CLARITY Act il 15 settembre, fermandosi a 49 voti favorevoli e 50 contrari in una votazione procedurale che ne richiedeva 60 per passare.
Il voto di martedì non rappresentava una votazione finale. Il fallimento blocca per ora ulteriori discussioni formali, ma non affossa definitivamente il CLARITY Act, che mirava a definire con maggiore chiarezza le competenze tra SEC e CFTC sugli asset digitali.
Il senatore repubblicano Thom Tillis ha dichiarato che continuerà a lavorare per far avanzare la legge nonostante lo stop. Nel frattempo, le probabilità di approvazione su Polymarket per il 2026 sono scese da circa il 30% a solo il 5% in un solo giorno.
Non tutti sono d’accordo su questo esito. L’analista senior Eric Balchunas ha fornito una valutazione molto diversa, affermando che il mancato raggiungimento del “cloture” martedì equivale quasi a una condanna definitiva della legge.
Perché la decisione della Fed di mercoledì ora conta di più?
Con la spinta sul piano legislativo ferma, l’attenzione si è completamente spostata sulla decisione della Federal Reserve sui tassi prevista per oggi, insieme alle nuove proiezioni e ai commenti del presidente Kevin Warsh.
Attualmente i mercati prezzano circa una probabilità del 92,5% di un aumento di 25 punti base, che porterebbe il tasso dei federal funds in un intervallo tra il 3,75% e il 4,00%, segnando il primo rialzo dal 2023.
I rendimenti dei Treasury vicini al 5% stanno già mettendo sotto pressione in modo generalizzato gli asset rischiosi. Gli analisti ritengono che il rialzo in sé peserà meno del tono che Warsh assumerà durante la conferenza stampa seguente all’annuncio.
Una sorpresa “hawkish” potrebbe estendere le perdite di martedì in un ritracciamento più profondo. Al contrario, un tono più morbido potrebbe alleggerire la pressione su Bitcoin e sulle altcoin verso la chiusura della settimana.
Cosa osservano ora i trader?
Il trader Michaël van de Poppe considera i livelli di prezzo attuali di Bitcoin come un possibile sweep dei minimi recenti ed esprime ancora interesse ad acquistare sui ribassi tra $74.000 e $75.000.
Crypto Rover e altri sottolineano che un aumento dei tassi è già ampiamente nei prezzi, quindi la reazione dipenderà dal fatto che Warsh abbia un tono più “hawkish” del previsto.
Dalla community e dal lato tecnico si nota che XRP è più sensibile alle notizie macro: ha guidato il sell-off e potrebbe rimanere volatile se la Fed adotterà un tono più aggressivo. In molti si aspettano pressione nel breve, ma ritengono che utilità di lungo periodo e interesse istituzionale restino intatti. I supporti tra $1,00 e $1,10 vengono monitorati con attenzione.
La combinazione tra delusione normativa e un probabile rialzo dei tassi induce cautela nel breve periodo. Un tono meno aggressivo della Fed potrebbe dare sollievo a entrambi gli asset, mentre un orientamento aggressivo rischia di causare un nuovo ribasso.
Gli investitori si focalizzeranno sui commenti prospettici di Warsh e sulla capacità di Bitcoin di difendere la soglia dei $75.000, così come sulla tenuta di XRP sopra $1,30.









